Il (mio) disagio.

dicono che scrivere serva, ma ad una senza speranze appassionata di serial killer come me può veramente servire?

Lettera ad un padre che sta morendo di cancro.

Il fatto che io mi affidi al web per scrivere tutto quello che leggerete non è per un fattore di pietà, un volere le vostre attenzioni. Lo faccio soltanto perchè è l’unico modo che ho a disposizione per diffondere quello che mio padre mi ha trasmesso nei miei 25 anni e io lo voglio tenere per sempre.
Intanto: un anno fa andai a ritirare un esame di mio padre e in quella c’era scritto “si riscontra una neoplasia pancreatica”. Lo dissi io a tutta la famiglia, lo dissi con un tono quasi sollevato, perchè beata mia ignoranza non conoscevo il termine neoplasia associato al tumore. Quando tornai a casa appoggia il referto sul suo tavolo, era in collina, tornò e disse “ho un tumore al pancreas” e andò a farsi la doccia. Così io lo venni a scoprire, tutta la mia famiglia mi aveva voluta proteggere da quella parola, ma lui no. Me la sbatté in faccia, come andava e va fatto. Iniziai a piangere. E ancora oggi non ho smesso.
Mentre scrivo lui, mentre tiene la mano di mia madre, potrebbe esalare l’ultimo respiro perchè si, siamo alla fine. Ha superato le statistiche di vita. Ha vissuto un anno intero e per nove mesi come una persona sana. Ora ci siamo, abbiamo tutti la morte davanti, preferirei avere la mia rispetto alla sua, ma non è possibile. Quindi, ora che sapete che succede, in lacrime scrivo quello che lui non può sapere.

Ciao,
vorrei che questo fosse come uno di quei biglietti che ti ho lasciato negli ultimi cinque anni sul tavolo, che tu poi conservavi avidamente, come se potessi diventare una novella Manzoni. Ma ora piangendo, mi rendo conto che era uno dei tuoi gesti per conservare la nostra storia scritta, da rileggere un domani, quando saremo tutti pronti. Come i nostri migliori temi, i nostri migliori voti, le mie migliori fotografie. Vorrei che fosse davvero così. Purtroppo però, non ci sono più bigliettini. Non c’è nessuno che li conserva e la nostra storia si è interrotta.
Oggi, mentre mi guardavi volevo chiederti solo se in questi anni ti ho reso fiero. Se ho avuto la possibilità di portare il tuo nome ad un certo livello. Se eri felice di come sono diventata e se avevi qualcosa di diverso in mente per me. Non ho avuto il coraggio di farti queste domande, nemmeno di parlare. Ho saputo solo prenderti la mano, quella mano che da piccola stringevo forte forte perchè non mi ha mai picchiata ma solo accarezzata e protetta, quella mano ora tanto fragile quanto me. Me l’hai stretta e mi hai chiesto scusa. Ti ho chiesto di cosa. Mi hai fissata e io ho capito. Scusa perchè qualcuno ha deciso che mancherai per il resto della mia vita. Ti ho detto che non devi dirmi scusa ma solo stringere la mano. L’hai fatto, forte, come una volta. Come tutte le volte che mi portavi con te al lavoro, in quell’enorme redazione, con tante persone che lavoravano, mi dicevo e lo dicevo sempre anche ai miei amici, quando c’invitavi a vedere come si scrive un giornale. O come quando sei venuto a fare lezione di giornalismo al liceo, con quello sguardo così fiero di me. Perchè ero lì, ad ascoltarti, perchè i miei compagni sapevano che uomo eri e ti guardavano con ammirazione. O all’università, che da uditore sei diventato docente, perchè solo tu le facevi certe cose. Solo tu potevi farle, mio padre.
Lo sguardo fiero di quando mi hanno proclamata dottoressa. L’abbraccio che mi hai dato è stato eterno e adesso non mi ci staccherei mai più. O come quando mi hanno accettata alla magistrale perchè tu lo sapevi che ce l’avrei fatta a raggiungere il mio sogno, la vetta.
O il mio sguardo fiero su di te, quando ti sei laureato per ben due volte con noi al tuo fianco.
Quando avevi sconfitto la bestia per la prima volta e tu non sembravi nemmeno malato.
Quando mi salutavi perchè andavo a casa, o quando ti chiamavo per dirti dei miei voti.
Quello sguardo che solo io e te possiamo capire.
Ti ricordi nel 2010? Io e te, qui in cucina, dove sto scrivendo adesso, a vedere la nostra inter vincere quell’attesa Champions, lo Scudetto, la  Coppa Italia. Quando siamo andati alla conferenza per la consegna dell’ambrogino d’oro ai giocatori e dopo un minuto eri vicino a Zanetti e io spaesata nel mio vestito giallo, perchè ero la tua vera coppa. Il tuo premio. Ti ricordi? Ti ricordi quando mi hai insegnato a fare fotografia con la tua analogica, e quando siamo andati a ritirare il rullino sviluppato hai capito che a quattro anni era un po’ troppo presto?
E quando mi hai portato a casa il mio primo libro sui serial killer e hai costruito la mia vita con quelle pagine?
Tutte quelle volte che mi dicevi che a me non serve un moroso, perchè nessuno mi amerà più di te. Avevi ragione. Lo sapevi. Lo sapevi di essere l’amore mio più grande.
Noi c’abbiamo provato a lottare, l’abbiamo fatto tutti e cinque.
Ma anche nelle migliori fiabe c’è una fine.
Vorrei non fosse la tua.
La mia farebbe meno male.
Ma tu.. tu sei speciale e non lo permetteresti mai. Ti prometto, papà, che porterò il nostro nome in alto. Più in alto possibile. Come hai fatto tu, che mi hai permesso la vita che desideravo, che con mamma hai realizzato i miei sogni. Che mi guardavi sognare e che al mattino mi accarezzavi prima di andare a lavorare e mi rimboccavi le coperte dopo che ti aspettavo io quando tornavi. Ti prometto che farò lo stesso con i miei figli, quelli che non conoscerai mai. Ti  prometto che amerò la mia famiglia come hai fatto tu, la famiglia che non vedrai costruire, anche se il tuo zampino ce lo metterai sempre.
Ti prometto di laurearmi in quello che avevamo deciso insieme. Ti prometto di farcela anche senza di te, perchè sarà un incubo la vita, ma te lo prometto. Ti prometto che mi prenderò cura della mamma e dei miei fratelli fino alla fine dei miei giorni, come ti prometto che piangerò sola davanti alla tv per cose idiote, ma lo facevamo insieme. Ti prometto di non cancellare mai i tuoi messaggi in segreteria, perchè non voglio dimenticare mai la tua voce. Mai.
Ti dico che ti amerò per sempre e ti chiedo io scusa per tutti gli errori che farò e che vedrai. Ma io e te abbiamo le stesse molecole, siamo fatti per essere noi, così. Ti prometto di onorare la tua memoria, ti prometto di raccontare ai miei figli chi era loro nonno, quello che non hanno mai conosciuto. Ti prometto che verrò ogni giorno possibile a raccontarti tutto, anche i risultati dei ragazzi, come quando eri lì sul divano.
Ti prometto che il mio cuore sarà per sempre tuo e lì il tumore, la bestia, non ci può arrivare.
TE LO PROMETTO.
Grazie di tutto, tutto quello che non ci sta qui. Tutto quello che manca. Tutto quello che non so dire a voce.

Sei stato e sarai il mio uomo, per sempre! e ti giuro, combatterò per non far più soffrire altre figlie. Troverò un modo, come avresti fatto tu.

Proteggimi.

G.

Annunci

l’assenza non tocca.

Innanzi tutto vorrei ringraziare tutti coloro che mi hanno seguita anche mentre io non ero presente, è strano trovare più persone vicine a me qui che nella vita reale.
grazie di cuore.
Sono tornata forse.

grazie

Non ho nemmeno guardato quando ho scritto l’ultima volta.
Scusate l’assenza, gli esami mi hanno rapita. Esami troppo pesanti, ma anche tutti superati. Me ne mancano soltanto due alla tesi.
Ragazzi posso dirlo: SONO ALLA FINE. 
Aggiungiamo che il mio criminologo americano e autore di successo preferito, mi aiuta con la tesi. Potete immaginare come mi sento. Settimo cielo per una volta. Ci arriverò solo questa volta, ma cari miei, è bellissimo.
La mia vita è sempre un casino, gli attacchi tornano, l’ansia rimane, io rimango nervosa, ma quando mi guardo allo specchio così sorridente, penso di non essere per forza quella zitella acida. (Poi ci ripenso e dico, perchè no?!).

Diciamo che il tutto è rimasto stabile, il mio ex è rimasto ex ed è rimasto nel mio cuore quanto nella mia testa, gli uomini si sono fatti valere per quello che sono, cioè nulla (e mi riferisco a quelli qui attorno), ho scoperto che esiste ancora gente pronta ad accettare tutto quello che sei, che tu sia una principessa o che tu sia una micia sotto all’acquazzone in piazza duomo. Quindi, lo dico e lo faccio, cambio. Voglio cambiare e guardarmi allo specchio più spesso pensandomi una zitellaccia, con un po’ di cuore però.

ragazzi, ci sono ancora. Cenerella più che mai.

beh, cenerella perchè non so usare la ventola del camino e mi riempio di cenere. 
Ci sono ancora, e purtroppo, sono sempre la stessa. Diciamo che dall’ultima volta che ho scritto poche cose sono cambiate. Sembro un po’ più felice, ma come ho ben detto, sembro, perchè dentro di me ho ancora un vuoto abbastanza “buco nero”. Sono stata lasciata per la quarta volta dallo stesso ragazzo, “che furbona” direte, ma l’amore è amore, almeno per me. Lo squallore è passato da un parcheggio di ospedale a facebook direttamente, proprio come un uomo di 30anni deve affrontare la vita. Oggi, dopo un mese, mi ha invitata a bere un caffè, poi all’ultimo mi ha detto di no perchè è proprio da un mese che non ha rapporti sessuali e non vorrebbe che nel rivedermi gli verrebbe qualche stimolo. Non sapevo di dare questi effetti, pensare che la gente mi parla senza problemi. Sarà. 
In compenso mi sto divertendo, giro qualche festa, gente nuova, gente simpatica. E poi mi tornano gli attacchi di panico. Ora il mio terapista mi conosce meglio, anche il suo lettino. Mi sa molto di film americano quando sono lì con lui che prende nota, ma mi trovo davvero bene, nonostante sia uomo. Sto studiando, sto scrivendo la tesi, sto cercando di finire e di non uccidere nessuno. Ho il pc rotto, posso scrivere solo dalla sala, col pc sulla poltrona che mi blocca il monitor perchè mio nipote me l’ha sradicato dalla sede. Lo amo lo stesso, i 100 euro di riparazione me li rimborserà a 18 anni. Sto uscendo con una persona fantastica, gentile e premurosa, ma indovinate un po’, non va bene perchè è fin troppo brava.
Giulia, quando metterai la testa a posto? 

Per quanto le persone si promettano di non farlo, continueranno a credere alle parole altrui, alle promesse, alle finte speranze, a tutto quello che vorrebbero fosse vero. Beh, lo sto dicendo anche a me stessa, non credete, non credete a niente, nemmeno ad una gentilezza, perchè ci sarà sempre un qualcosa da dare in cambio. Niente di quello che ci viene detto è vero, nessun sentimento, nessuna parola, nessun gesto. Niente. Tenetevi strette le uniche parole che sapete vere, cioè quelle che avete nella vostra testa. Non ditele a nessuno, passerebbero da splendida verità a ignobile bugia.

eh già. sono ancora qua.

non sono nè fuggita nè mi sono smarrita nei miei pensieri. Sono sempre qui, solo ho avuto giornate un po’ piene e non ho potuto scrivere. Bene, ora lo faccio: attaccata al camino, max pezzali come sottofondo (sono pavese ragazzi!) e con il maglione di mio padre sopra alla mia felpa. Non sono ammalata, ho solo freddo. Sono solo fredda. Beh settimana scorsa, venerdì, sono stata ad una festa ben organizzata e divertente, fin qui tutto bene, solo che mi sono resa conto che piano piano, divento vecchia. Da brava single ad un party, non rifiutavo le attenzioni, mi mettevo a scambiare quattro parole e anche a ridere, nonostante fossi ricoperta di sangue finto. Era una festa a tema. Il problema è che a metà discorso mi usciva “e tu di che anno sei? – “93”. Era un po’ sconvolgente per me, non per la loro età, ma perchè non ho ancora realizzato che comunque loro hanno 20 anni e nella mia testa sono ancora dei bambini. Sto diventando vecchia. Inoltre vi annuncio un mio nuovo attacco di panico, sono tornati dopo quasi un mese di tregua. Ottimo. Il mio ex molto amorevolmente mi ha detto che avrà sempre il diritto di prelazione su di me, sto uscendo con gente che conosco da una vita ma che non ho mai frequentato  e mi sembra che vada tutto bene. Almeno sono rilassata per ora. E’ arrivato mio nipote, l’amore. 
scusatemi, ma scappo.

volevo scrivere tantissimo, ma ho pianto talmente tanto che non ne ho la forza.
non ho la forza. 

non la voglio più.

Si può davvero tornare indietro, da certe cose? 
Si può ancora riporre speranza nel futuro?

Con queste premesse, si preannuncia una stagione spettacolare!

WE LOVE  THE WALKING DEAD

Questa è la didascalia finale di una foto della pagina della FOX.
Questo è l’inizio della mia serata. Io e lui a parlare di futuro, come se poi mi permettesse di averlo.

//

non riesco a capire perchè prima di scrivere un post io perda almeno cinque minuti a scegliere la canzone giusta per l’inizio, perchè poi fa tutto la riproduzione casuale. Beh ora siamo con /Open your eyes dei Guano Apes./
Avrei dovuto leggere il mio post precedente per mantenere una linea logica, ma vi dico la verità questo periodo non ce l’ha. 
Stanotte sono particolarmente “allegra” e speranzosa, insomma, sono contenta. Non penso che dovrei esserlo, ma ho rivisto il mio ex ragazzo, cosa che non poteva che farmi bene. Dall’altra parte della mia persona c’è praticamente una Marine pronta a distruggere la vita di chi sta provando a farlo a me.
/siamo passati ad I hung my head di Johnny Cash./ 
Beh insomma, sono abbastanza vendicativa stasera, in questi giorni, ma credo di esserlo per buone motivazioni e poi mi sto anche concentrando per stare tranquilla. “Pesare le menate” lo chiamo io. 
Visto che questo blog era nato per una condivisione di esperienze riguardo agli attacchi di ansia e di panico, mi sembra doveroso dire che ieri finalmente mi sono vista scrivere una terapia che non ho ancora iniziato, ma che mi sembra quella giusta. Per altro il medico che mi ha visitata, proponendomi anche una psicoterapia con lui, mi è sembrato molto preparato e intenzionato a ridarmi la pace che ho perso anni fa.
Non volevo andare ancora da un uomo, ma ieri mi è proprio capitato perchè è stata quasi una mezza urgenza: il mio medico di base sapendo interrotti tutti i medicinali, mi ha mandata subito da qualcuno, per evitare crisi come quest’estate quando in vacanza mi sono trovata nel letto con delle semi convulsioni /Someone like you di Adele/ con il mio ex ragazzo, G., che mi diceva “vai a scatti ti porto al pronto soccorso!!” dopo avermi cantato una ninna nanna per farmi passare la paranoia momentanea dell’avere paura di dormire. Ora che ci penso, quella scena era piena d’imbarazzo e tenerezza: io che venivo cullata con una ninna nanna stonata come sottofondo. Che bello…

Ora le crisi me le passo da sola, anzi col cane che mi guarda pure male. E vagli a dire qualcosa..! Mentre si sta rimettendo in sesto anche la mia vita sentimentale, vedo che i miei sorrisi sono più belli, si, ma soprattutto sto ricominciando a studiare con più attenzione. Purtroppo qualcuno mi ha fatto spostare il mirino dall’obiettivo principale: LA TRIENNALE.
Come se poi non mi aspettassero altri due anni, ancora più pesanti e stressanti, ma è quello che voglio no? Quindi credo che mi sentirò dire spesso e volentieri “chi è causa del suo mal pianga se stesso”, ahi, cosa sentita anche ultimamente ma con poco conto. /Somewhere in America di Jay z/ . Anche la mia operazione di elimino carne dalla mia dieta procede molto bene, nessuna tentazione, ma penso di aver bisogno di integratori di qualsiasi genere, soprattutto vitamine e sali minerali, visto che ormai la mia sveglia è un puntuale crampo al polpaccio destro. Procede bene anche l’operazione /empty apartament degli yellowcard/ di rimodellamento corpo. Non sono nè la Satta nè Belen, ma sento che i miei muscolini, fin ora inutilizzati, stanno iniziando a lavorare bene e vi dirò di più, ho intenzione di andare a correre, ovviamente dopo aver imparato. Perchè se non lo sapete, non so correre per molto. Anzi, non so correre bene, quindi un amico esperto mi deve insegnare. Vi terrò informati sui miglioramenti e soprattutto sui miei spostamenti nel caso voleste farvi quattro risate. Non si sa mai, e poi sono così felice di dare un sorriso alle persone! Mi si prospetta un buon week end davanti, con /creep dei radiohead (mia canzone) / qualche serata divertente e un grande (spero) ritorno di un amico che non vedo da molto. In realtà mio primo amore, non corrisposto e durato quasi quanto la mia vita. Per altro creep, me l’aveva consigliata lui ai tempi, perchè le parole gli ricordavano me. Beh, c’ha azzeccato, la sento mia talmente tanto che mi sono fatta tatuare una frase. Beh, comunque ora lui vive via, penso conviva con una che *gesto di Josè Mourinho stile manette* e che non gli permette nemmeno di chiedermi come sto in sua presenza. Queste cose non le capisco, ma per lui posso passarci sopra, visto che appena può mi manda qualche messaggio, si fa una breve chiaccherata e si ricordano più che volentieri i tempi andati. Insomma c’è gente che mi chiede ancora se mi sono fidanzata con lui. /Voglio una pelle splendida degli afterhours/, particolarmente adatta.

Ora  “il sonnfiero”  da i primi segni e i miei errori di battitura crescono. Sapete cosa però? sto facendo dei sogni assurdi, di quelli che poi passi il giorno a pensarci. Chissà perchè. Provo a dormire, ora, mi aspetta una giornata super piovosa, e super noiosa che purtroppo devo passare da sveglia. 
Vi lascio con /Harvest moon di Neil Young/, canzone che mi farà pensare. (MA IO SPEGNERO’ SUBITO IL PC!)

UCCIDERSI D’AMORE, MA PER CHI?

Lo diceva anche Max, anzi, penso l’abbia detto solo lui. Beh, insomma, domanda condivisa.
Ma per chi? per chi?

Non ho scritto, non perchè stavo bene, anzi, stavo proprio da cani. Nuova pastiglia ( subito abbandonata ) accompagnata da una situazione (senti)mentale molto più che disastrosa. Scusate, scusate, scusate, non voglio fare la Carrie del momento, davvero, ma se volete vi lascio il numero di cellulare e ci pensate voi, a lui. Non pensavo di essere così debole, sapevo di esserlo, ma… non così. Poi guarda caso, quando vengo lasciata io, quando soffro io, sembra che il resto del mondo viva nel mondo dell’amore. Perchè? siete tutti dei materialisti, perchè pensate all’amore quando io non ci devo pensare? ditemelo. Perchè non lo so. Dai, ragazzi, su, “dove sono le telecamere?”. Non ci credo che certa gente ora pensi all’amore. Dai.

E si, sono una stronza egoista, non sono felice per gli altri, perchè dovrei esserlo? quando sono felice io nessuno lo è per me. 
Quindi per l’ennesima volta mi trovo a scrivere nella notte a non so chi, di non so quale mio sentimento. Che bello, mi rende quel sentore di fallimento ancora più acuto. Fallimento proprio. Come posso a 23 anni non aver nessuno con cui parlare seriamente di un problema che mi mangia la testa? Il mio futuro sarà la grande depressione, i miei neuroni si getteranno nel vuoto delle sinapsi. 
Attenzione, si sta arrivando anche al magone. Dio mio. Se potessi eliminarmi dalla faccia terrestre per un tempo determinato, quanto lo farei, e come mi vergogno. Lo dico a voi, perchè in realtà io non ho nessuno. 
Nelle foto vengo sempre molto sorridente, “bella”, felice, ma non per niente mi hanno sempre detto di provare a buttarmi nel cinema. Essenzialmente io fingo nell’80% delle mie giornate, e l’altro venti lo passo sul libro, dove non devo fingere.
L’unica cosa che vedo di positiva in questa situazione è che, in un eventuale futuro, io vorrò esserci per mia figlia. Sono stupidaggini, ma, come ho detto in qualche post fa, un abbraccio sincero della mamma che ti dice che “va tutto bene” non mi farebbe male. Mi sento Alice, persa in un mare di paranoie, non so che strada prendere, tutte hanno dei dirupi in mezzo, dei precipizi. Ho veramente bisogno di una mano che mi guidi sulla strada principale, sulla mia via, 
Perchè, Dio, continuo a sbagliare? perchè parto con i migliori propositi, poi finisco in lacrime?